Costituita da una possente costruzione che si sviluppa su tre piani con annesso uno splendido portico di colonne di granito rosa, un tempo completamente terrazzato, venne successivamente rielaborato al fine di aumentarne la maestosità e la possenza.
Posta in una naturale posizione di confine sulla strada francigena tra Genova
ed il Monferrato la tenuta, appartenuta ai monaci olivetani di Quarto, diventa
luogo di esazione del dazio o pedaggio, fatto che spiega anche le origini del
nome di questo sito e della presenza della splendida cappella religiosa in pieno
stile dell'epoca.
Tale privilegio di riscossione venne concesso dai Marchesi del Monferrato
a Dionisio Paleario per essere poi succeduti nel corso della storia a nobili
casati tra cui ricordiamo la famiglia Girardenghi di Novi Ligure.
Numerosi documenti storici riguardanti la Tenuta vennero inoltre raccolti
dal celebre storico dell'800 Bartolomeo Campora.
Dopo la conquista napoleonica, la Pedaggera diventa, grazie all'abilità della
famiglia Borgatta che la possiede per oltre un secolo, uno dei maggiori centri
vinicoli e cerealicoli della zona raccogliendo i prodotti della plaga precollinare
oltre Orba fino a Rocca, Carpeneto e Predosa. Al suo interno vennero ospitate
fino a 22 famiglie di contadini.
